Pillole di Bon Ton: Il Cocktail a casa e senza gaffe!

Un pezzo di storia, il racconto di come si riceveva a casa durante il cocktail, trovo divertente e ancora attuale soprattutto nelle gaffe degli ospiti… per me ancora oggi possiamo prendere qualche spunto da delle regole che avevano ragione di esistere per pura educazione e rispetto del prossimo, voi che ne dite?? Chicandspicy.

isabelle

Il cocktail in genere parte dalla 19 in poi, sarà poi l’atmosfera piacevole a trattenere alcuni ospiti oltre un orario da cena. Chiaramente la padrona di casa sarà ben felice di vedere che gli ospiti si vogliono trattenere volentieri.

Gli aperitivi si vivono soprattutto in piedi, ma si possono creare degli angoli con sedie e poltrone in modo da dare la possibilità di sedersi e raggrupparsi agli ospiti più salottieri ai quali piace la conversazione.

Qua e là sarà bene mettere qualche piccolo piano d’appoggio che verrà subito ripulito dal cameriere nel caso vi sia un bicchiere o un piattino usato.

Si offre in genere il vermouth bianco o rosso, un buon vino bianco, un prosecco e per gli astemi succo di frutta come ananas, pompelmo e un buon succo di pomodoro condito e infine un nostro ottimo spumante con il succo di pesca.

Su di un tavolo si metterà tutto l’occorrente per gli aperitivi: caraffe, bottiglie, flûtes, bicchieri, soda, acqua, ghiaccio, apribottiglie. Gli aperitivi come gli spumanti, debbono essere serviti freddi, ma non ghiacciati, cioè ad una temperatura che sia tra i 6 e gli 8°.

Il menù di un aperitivo dovrà essere vario e contemplato anche per i vegetariani, olive nere e verdi possibilmente denocciolate e ben sciacquate per evitare di vedere gente che sputa noccioli. Nel caso di olive di produzione del padrone di casa, quindi impossibile denocciolarle tutte, lo sputo del nocciolo deve essere fatto chiudendo il palmo della mano ad imbuto e lasciar poi cadere il nocciolo nella  ciotolina apposita accanto alla ciotola delle olive, con un gesto discreto e quasi invisibile, se possibile girandosi un poco dalla persona che abbiamo davanti,  ci sarà frutta secca tipo noci, arachidi, noccioline senza guscio, patatine, tartine e tramezzini piccolissimi di vario genere o pizzette grandi come il quadrante di un orologio da taschino del nonno, come anche verdure crude fresche ben pulite tagliate a listarelle con una salsina per i vegetariani e per chiudere pasticcini, cioccolatini e canditi.

I cocktail analcolici si preparano in una brocca, il calice va tenuto per lo stelo immediatamente all’attaccatura sotto la coppa con due dita, per non scaldare l’aperitivo, ma a seconda del contenuto del bicchiere si può tenere la coppa in mano nella parte bassa della coppa. Ci si puliscono le labbra prima di bere per non lasciare aloni sul bordo, si beve con calma e non come se si fosse attraversato il deserto, senza che dalla bocca escano rumori di alcun genere, non si succhia la fine del bicchiere, non si schiocca la lingua, non si annusa il contenuto, non si fa fare il mulinello al liquido, non si parla di ciò che si mangia né di ciò che si beve, si sorvola, quel che è servito dalla padrona di casa è ottimo per definizione, gli interessi devono essere più elevati, magari di poco, ma più elevati. Non ci si piega in avanti né per mangiare né per bere, né da seduti né in piedi, la postura deve essere dritta e morbida, sono le braccia che portano alla bocca e non la testa che  va nel bicchiere o nel piatto come un cane sulla ciotola.

Il cocktail può essere “renforcé” cioè rinforzato con un buffet (buffet vuol dire credenza, il mobile sul quale si appoggiavano i piatti con le pietanze). Un buffet che fa da cena, è composto da un primo di pasta corta oppure un bel risotto servito in ciotole eleganti che agevola il mangiare in piedi.

I padroni di casa berranno il brodino prima dell’arrivo degli ospiti, mangeranno simbolicamente qualche cosa durante l’aperitivo per far compagnia agli ospiti e così non faranno la conversazione con la bocca piena. Tanto per puntualizzare si pazienta e si inghiotte ciò che si ha in bocca prima di rispondere a qualcuno, niente fretta ad un cocktail, è uno spazio temporale di relax.

Mai e poi mai tuffarsi sui piatti di portata, l’assalto denota un cattivo controllo di istinti primordiali, mancanza di rispetto per un altro invitato che sta dietro nel tentativo di allungare la mano. Esistono persone che guadagnato un posto davanti al tavolo del buffet  non schiodano fino a che non hanno la “panza” piena. Uno spettacolo volgare che somiglia più ad un grufolare che a assaporare cose buone. Un segreto dei nostri nonni e genitori era quello di bere una tazza di brodo prima di uscire da casa, calma lo stomaco e si evita di non vederci più dalla fame quando i profumi del buffet ci assalgono, quindi scegliere velocemente ciò che si vuole mangiare metterlo sul piattino e lasciare il passo ad un altro ospite.

I padroni di casa osserveranno se c’è un ospite timido e solo, gli offriranno un bicchiere, gli faranno compagnia, lo o la presenteranno a qualcuno che possa essere interessato agli stessi argomenti, avvieranno la conversazione per un po’ con loro e quando è ben partita possono chiedere scusa e pensare a qualche altro ospite.

Come ci si veste? Beh, con una eleganza discreta, perché un cocktail è pur sempre un’occasione di estetica ed armonia che è bene che alzi il morale a chi vi guarda.

Anche gli ospiti hanno degli obblighi di “socializzazione”, devono girare salutare i propri amici, presentarsi alle persone che non conoscono e invitarle se sole a partecipare ad una conversazione in modo da amalgamare sempre tutti gli ospiti, è un  lavoro da padrone di casa ma anche da ospite.

Certo non come ho visto in una città dove due persone sole molto carine, si sono avvicinate ad un gruppo piuttosto nutrito ed affiatato per partecipare ad una conversazione ed il gruppo si è serrato dando loro la schiena, veramente amabili!

Credits: Marcella, Isabelle e Sarah

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