Matias Perdomo va a vivere da solo… al Contraste

L’ultimo giorno di Matias Perdomo al Pont de Fer…

Camminavo lungo i Navigli con il mio trolley alla Milanese, appena scaricata dal taxi, in cerca della mia amica Carola con cui andare a Pranzo. In hang over TOTALE dopo una notte brava Milanese durante Identità Golose, in cerca del meglio del meglio del meglio, con dei compagni di bicchiere Validissimi [con la V maiuscola].

Eccomi finalmente davanti a quel ristorante di cui ho sempre sentito parlare dai tempi del master al Gambero Rosso e dove non sono mai riuscita ad andare  [come altri mille, ma lui, non so perché, mi attirava più degli altri] e siccome era proprio L’ultimo Giorno dell’Uruguaiano Mathias Perdomo al Pont de Fer, anche in hang over, anche dopo 2 giorni di Identità Golose, anche dopo essere stata a bere al Rebelot [50 metri da li] la sera prima, decisi ostinata di prenotare e andare, come potevo perdermi un “evento” del genere? 😉 .

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Arriva Carola, bella come il sole, fresca come una rosa, sorridente… io mi sentivo un po’ appesantita e non molto “Gastrofighetta”, ma la sua energia POSITIVE un po’ FRICK mi ha subito messa di buon umore e quindi, spavalda e coraggiosa, mi avvicino alla vetrina da cui si vede interamente la bellissima Cucina del Pont de Fer e chiedo, con il mio sguardo ammaliante-finto-timdo [che funziona sempre ;-)] se posso fare una foto, un ragazzetto carino, coi capelli ricci, mi dice… NO! No????? A me??? [Oh my God!!! Allora devo stare proprio maluccio!! Che occhiaie avro’???Aiuttooooooo].

Ovviamente rimango malissimo [credo di essere l’unica al mondo che ancora chiede se può fotografare nei luoghi pubblici e forse è anche ora di smetterla, lo so, ma è per lavoro, quanto amo le immagini di cibo, quelle che parlano, senza voce, ancora dopo anni…] ma entriamo lo stesso con il nasino da principesse un po’ storto, ci sediamo, e quando stiamo per aprire il menu, quel ragazzetto, che per me NON era più molto carino, viene da noi e ci dice che stava scherzando [che simpatico ahahahah] e che ci avrebbe portate poi a fare il giro dei locali [quindi è tornato MOOOOOLTO carino in un batter d’occhio :-)], guardo bene e sulla giacca pulita e ben stirata da chef aveva il nome di Mathias Perdomo [Che gliel’abbia prestata Lui? E’ stato il mio primo pensiero, ok non l’avevo mai visto, non sapevo che fosse lui e non sapevo che fosse così giovane, oltre che famoso e ammirato soprattutto dal popolo femminile, modello per Benetton, senza andare oltre…]

Menu alla mano, bollicina al bicchiere per recuperare e iniziamo a scegliere, ma il bravissimo cameriere ci “frega” [in senso buono] prendendo lui le redini della comanda, perché noi volevamo ovviamente assaggiare TUTTO ed eravamo indecisissime e lui zac, fregate ahahahah! Solo su un paio di cosette sono andata dritta al punto, lo spaghettone, [e ho fatto bene, spettacolo] e la cipolla che con quel piatto di vetro sulla bellissima tovaglietta illustrata ha fatto un effetto “foto” bomba, oltre ad essere buonissima e molto  divertente!!

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Cipolla rossa di tropea di zucchero soffiato ripiena di formaggio di capra fresco e cipolla caramellata

Carola, l’angelo-bestia ha preso tutto ciò che di animale si poteva ordinare, animelle e varie… [mi fa morire dal ridere, tutta carina e mangia come una scaricatrice di porto… hahahaha la adoro! ma purtroppo non ho foto. Io pure mangio, in effetti, ma più alla francese… diciamo che le brioches al burro le ho finite tutte io ;-)]

Qualche scatto:

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Amuse Bouche

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Pani, grissini e morbidezze varie

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Spaghettone di grano duro Cavalieri con colatura di alici, calamaretti spillo, aglio, olio e peperoncino

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Pre dessert: Polpo e patate… geniale!! [lampone e yogurt con pere caramellate]

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Tarte tatin del Pont de fer scomposta e ricomposta con la mela di zucchero soffiato

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Campari Cheesecake

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Campari Cheesecake explosion!

E’ arrivato il momento del Tour!! Matiassssss dove sei??????? [Credeva averla scampata e invece le 2 ienette non si dimenticano di nulla ahahahah]

Perdomo ci accoglie in cucina e ci racconta la Sua Cucina, affascinante, netta, creativa,  scambista, giocosa, trasformista, colorata, senza fare una parola che è il suo ultimo giorno, con un gran sorriso, come sempre [credo].

Il Pont de Fer è semplice ma curato in ogni suo particolare ma la cosa più interessante è … cosa c’è dietro ? Attraversiamo un cortile e lo seguiamo davanti alla porta di un vecchio garage che invece era un mega laboratorio dove si studia, si prepara, si crea, ragazzi all’opera, tutto pulitissimo e al piano di sopra una stanza dedicata esclusivamente allo zucchero soffiato [Wow! Chi l’avrebbe mai immaginato!].

Usciamo dal laboratorio e andiamo al Rebelot sempre attraverso il cortile [ero felice, mi sentivo in una sorta di avventura, queste poi sono le avventure che più amo…] entriamo e vediamo tre chef all’opera, la sera avrebbero avuto una mega cena per la chiusura di Identità Golose… con chef ospiti e altro… Tutti ci salutano con un gran sorriso, Mathias ci fa fare un giro veloce del Rebelot e torniamo al Pont de Fer scherzando come fossimo tre amici che fanno una passeggiata in una tiepida giornata di una Milano d’Inverno. Fortuna?

Devo scappare, mi parte il treno, sarei rimasta ore a chiacchierare con loro, tutti ragazzi giovani, sorridenti, positivi…

Saluto i ragazzi, saluto Matias e lo ringrazio, saluto Carola che con il suo Poncho se ne torna a casa rilassata lungo i Navigli e salgo sul taxi per andare alla stazione.

Rifletto. 15 anni in quel risotrante, ha iniziato da ragazzino ed è cresciuto lì. La proprietaria Maida Mercuri è come una mamma per lui, e ora se ne va… non deve essere stato facile accettare questa decisione per entrambi, ma quando arriva il momento di andare a vivere da soli, è li che si diventa grandi veramente!

Mathias aprirà un ristorante tutto suo… Contraste. Si Dice entro maggio, sempre zona navigli, insieme al Sous Chef Simon Press e al direttore Thomas Piras, 30 coperti, bancone bar, ambiente calmo, raccolto e alla mano.

Leggendo i vari articoli riesco a capire di cosa si tratta e lo trovo geniale, interessante, ambizioso, nuovo, rischioso…  Un risotrante per il cliente, a quanto pare senza un menu scritto, cercando di instaurare un rapporto con l’ospite e capire il suo “mood” proponendoli qualcosa che lo rispetti, voglia di spaghettone, voglia di cretivita? Voglia di coccole? Rischi con me? [Ficoooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!]

In un intervista su “Fine Dining Lovers” Matias racconta “Quello che conta non sono i nomi dei piatti, ma le emozioni che quel giorno hai voglia che ti lascino. È indifferente che siano incarnate una volta da una pasta, una volta da un risottino. Detta così fa paura, lo so: le regole sono molto più rassicuranti della libertà totale.

La parola LIBERTA’ TOTALE, come la sento forte in questo momento e come la sento vera, vera voglia di libertà totale! E nella ristorazione?? Mi EMOZIONA, mi incuriosice moltissimo, qualcosa di finalmente nuovo, tutto da scoprire, sempre da riscoprire, ma solo, se lo si vuole!

Beh,

posso solamente dire,

che secondo me,

sarà,

Un Bellissimo Contraste!!.

In bocca al lupo Matias!

Credits: Sarah Boden e Isabelle Grabau

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