Il sugo di Sofia … esercizi di scrittura creativa.

 

 

Un urlo, una porta sbatte, Sofia entra di corsa in cucina, è rabbiosa, ansimante, sudata, si scaglia sul tavolo, si china, singhiozza.

Erba fresca, polverosa,si insinua nelle sue narici, persistendo al suo espirare.

Alza la testa, cinque rossi, grossi pomodori, di cera, quasi. Le sue mani lunghe ed affusolate ne raccolgono uno; il profumo è più nitido.

Di scatto, rabbiosamente la cipolla è tagliata, le brucia gli occhi, lacrima, piange, si dispera, si ferma.

Le sue unghie laccate di rosso si confondono con la buccia vellutata del frutto, lo stringono, quasi a volerlo ferire, a voler entrare nella sua polpa carnosa mentre lentamente, taglio dopo taglio, cerca di liberarsi da quella morsa che le stringe il petto….non passa.

La cipolla frigge, schioppetta, schizza, l’olio caldo punge le sue mani, Sofia scatta, piange di nuovo.

La lava rossa è bollente, il grano dorato è pasta, pronta, si incontrano, si uniscono, si riempiono l’uno dell’altro, Sofia si siede mangia, le lacrime la inondano ancora.

La testa è china su quelle mani che vogliono proteggerla inutilmente, di nuovo un odore, familiare, quasi una coccola le accarezza i sensi, l’odore fragrante della sua banale creazione l’attraversa, alza la testa, si asciuga il volto, mangia di nuovo, una sensazione di coraggio la pervade.

Sofia finisce il suo piatto, posa la forchetta, le lacrime sono sparite, lui non tornerà più.

 

L’ho scritto un paio d’ anni fa, erano esercizi di scrittura creativa… e io mi sono lasciata andare in quello che amo di più del cibo, della cucina… la sensualità e l’appagamento…

Potrebbe essere uno di altri… Racconti gastronomici… Isabelle.


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