CUCINA MODERNA [l’ospite sul blog]

Io: “Amore è finito il gas!”

Lei quasi stizzita: “Ah…bene e ora??”

Chiudo gli occhi. Torno indietro di 30 anni.

Come fosse ieri vedo i miei zii di fronte al fuoco che armeggiano con un pentolone di ghisa appeso all’interno del camino. Sento gli odori, vedo utensili e oggetti costruiti a mano, le venature del legno annerite dal fumo, le pietre delle pareti custodi del calore, e le mani rugose e con l’artrite di una vecchietta ormai ottantenne che agita il mestolo come un direttore d’orchestra fa con la sua bacchetta.

Mani sapienti, mani di altri tempi, capaci di stringere con delicatezza la mammella di una mucca, spaccare la legna, incidere il legno e ricavare da un ramo di ciliegio un cucchiaio che ancora oggi utilizzo per cucinare; mani dove ogni linea racconta storie di antica saggezza ormai dimenticata.

Ogni volta che vengo in questo luogo vado alla ricerca del mio tempo perduto, è il mio rifugio, la mia spa, il mio albergo a 5 stelle. E’ una vecchia masseria che ha più di 100 anni. Abitata da un abate nei primi del 900, base dei tedeschi nella seconda guerra mondiale, proprietà degli zii dei miei nonni fino a 30 anni fa. Isolata in mezzo ad un bosco di querce; il centro abitato più vicino dista due chilometri.

Rinasco, mi rigenero l’anima, abbraccio gli alberi e chiedo scusa a madre natura se strappo un fiore dal prato, il cielo ha un altro colore, ci sono stelle che non tutti hanno la fortuna di vedere, ascolto il silenzio come non lo hai mai ascoltato. E’ così assordante che se non sei abituato è quasi fastidioso. L’acqua la prendevano da un pozzo, e il gas era la legna, il latte dalle mucche, la frutta e la verdura dall’orto, la farina dal grano nel campo vicino, niente riscaldamento, niente corrente elettrica, sveglia con il gallo e a letto con le galline.

Madre natura …..madre natura era il supermercato, era l’Ikea, la pasticceria, l’enoteca, la farmacia, la sala parto di un ospedale, era il tabaccaio, eh già anche le sigarette si facevano da soli. La Nonna raccontava che quando si andava a trovare qualcuno al posto della bottiglia di vino, si portava lo zucchero o il caffè, beni di lusso che non tutti potevano avere perché dovevano essere comprati.

Mi ricordo quando misero la televisione, uno scatolone in bianco e nero dove il telegiornale era chiamato da tutti ”il comunicato” e le pubblicità “la rèclame”. C’erano 3 canali ma se ne vedeva solo uno e pure male. A volte dalle masserie vicine venivano a vedere questa magica [ai tempi] invenzione, ed era un evento speciale, e poi si andava a letto più tardi! [alle 23 :)]. Mi ricordo di un estate quando arrivò il trattore, e i muli capirono il loro destino dallo sguardo che fecero quando il mostro a cingoli prese il loro posto nella stalla.

Mi ricordo di quella volta quando…. Lei, ora veramente stizzita: “Marco ho fame!!!!!” Mi ha chiamato per nome….la cosa si fa seria! [Aiuto!]. Ok prendo in mano la situazione prima che la furia omicida del simil picco glicemico incomba nel nostro week-end di relax: “Facciamo come facevano 30 anni fa…..”

“Cioè?” [Con sguardo interrogativo, preoccupato, misto tra l’incazzato e il curioso]. Prendo una vecchia pentola di alluminio e faccio passare il fil di ferro tra i due manici. “Ecco la nostra pentola…amore” le dico con un sorriso divertito. Aggancio il pentolone all’interno del camino e mentre il fuoco scalda l’acqua, mettiamo sopra i tizzoni ardenti una piccola casseruola con aglio olio e peperoncino. L’acqua bolle, dopo 10 minuti gli spaghetti sono nel piatto. Il sapore è diverso, sembrano affumicati, ma sono buonissimi. La musica del fuoco ci fa compagnia, il silenzio assordante suona le melodie più belle di sempre rotto ogni tanto dal brontolio del frigorifero. Vuoto. Sta per piovere. Il menù di stasera per i nostri graditi ospiti è: “Spaghetti affumicati aglio e olio” e “Il Signore degli Anelli”. Il primo si mangia, il secondo si guarda, e per dolce? …. Tanto amore… [me lo sono meritato no?].

Il testo è scritto da Marco Brunelli [l’ospite di chicandspicy]

 

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